LA CONQUISTA DELLA FELICITA’

dialogo tra Bertrand Russell e Cassiopea

 

con Stefano Pietro Detassis
scene e costumi Maria Paola Di Francesco
luci Alice Colla
organizzazione Daniele Filosi
testo e regia Maura Pettorruso
 
una produzione TrentoSpettacoli
con il sostegno di Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo
e di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

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Bertrand Russell
, filosofo, matematico, attivista, pacifista, giunge agli ultimi istanti della sua vita. Novantotto
 anni pieni di lotte, di fallimenti, di amori, coronati dal premio Nobel per Letteratura. In quel breve momento fra gli ultimi pensieri della vita e l’affacciarsi della morte, si appresta a percorrere il suo ultimo frammento di tempo; alcune leggende raccontano di come, in prossimità della morte, la vita ci scorra davanti per l’ultima volta. 

Russell, abito elegante, sguardo stupito, fragile e potente, sale su una zolla di terra e inizia il suo ultimo viaggio alla ricerca del mistero della vita. Seduto su un masso, Russell ci racconta la sua vita, rivivendo una a una le sue grandi passioni: le sue donne e le sue lotte, in un continuo equilibrio tra estasi e sconfitte. L’uguaglianza di genere, l’opposizione alla guerra, la prigione, i viaggi, l’educazione, l’incontro con Einstein, l’amore libero, i diritti delle minoranze. 

Russell è in prima linea ovunque scorga ignoranza, discriminazione e prepotenza, per lui i veri ostacoli verso la conquista della felicità.


RASSEGNA STAMPA

“Un breve ma sapido viaggio nella biografia interiore di un uomo eccezionale. […] Stefano Detassis incarna con intelligente misura lo spirito del filosofo, […] girando sempre attorno al nucleo inconoscibile e metamorfico che ogni uomo cerca: la felicità. […] Detassis regge un’ora di spettacolo senza perdere il contatto con la materia viva delle citazioni russelliane. Maura Pettorruso gli consegna una drammaturgia volutamente eterocentrica e frammentaria, rispettosa tuttavia della materia trattata, che la sua stessa regia lega in un flusso costante“.
Alessandra LimettiHystrio, aprile 2018

“…I pochi metri quadri di terra, una pietra a simboleggiare in maniera sofisticata un tumulo, ma che brilla della stessa materia degli astri, sono gli elementi di una scena povera ma evocativa. Qui dentro abita quest’uomo, elegante ma peccatore, pronto a togliersi le scarpe per sentire la bellezza del toccare la terra con i piedi, interpretato da un Detassis che man mano che lo spettacolo avanza riesce a condurre il pubblico dentro un labirinto di pensieri non facile, ma che l’attore rende umano e accessibile“.
Renzo FrancabanderaPac Paneacquaculture, 27 gennaio 2018

“…La regia tiene in mano con decisione e delicatezza uno spettacolo equilibrato nei ritmi e nei respiri, concedendo al pubblico una bella esperienza di immersione a tutto tondo nel pensiero di un intellettuale le cui parole risuonano con sconcertante attualità“.
Chiara MarsilliCorriere del Trentino, 14 gennaio 2018